giovedì 30 dicembre 2010

2010 highlights

# 1
Che discorsi: l'arrivo di Sofia. Il primo giorno di ferie ci ha portato la nostra secondogenita, il gran caldo e tante colichette. Ma tanta, tanta gioia. A volte ci domandiamo come facevamo con una bimba sola. Boh. Aver cominciato prima, magari pensavamo anche alla terza. Terza, sì: sicuramente sarebbe arrivata un'altra femminuccia.

# 2
La prima notte che io e Beatrice abbiamo trascorso da soli a casa, dopo la nascita di Sofia. Faceva caldo, e abbiamo dormito comunque abbracciati... sul tappeto della sua cameretta! Era talmente frastornata che ha ronfato come un ghiro.

# 3
La cena del ventennale della maturità. Ritrovarsi dopo due decenni, e riscoprirsi sempre uguali. E rendersi conto che gli anni delle superiori, dopotutto, sono stati irripetibili.

# 4
Il dietro le quinte di Pinocchio al Teatro Sistina. La fatina Daniela Pobega, Pinocchio Manuel Frattini e Geppetto Pierpaolo Lopatriello si sono prestati per un simpatico video dove hanno cantato "Tanti auguri a te" per il terzo compleanno di Beatrice. Immaginatevi la sua sorpresa quando ha visto il papà assieme ai personaggi che tanto ama dal musical in dvd!

# 5
Vedere West Side Story nel suo allestimento originale, al Rossetti. Un tuffo al cuore: le sue musiche sono tra quelle che più mi emozionano.

# 6
L'attesa per il season finale di Lost. Negli anni era diventata una piacevole abitudine andare a caccia degli episodi originali, aspettare i sottotitoli, approfittare di ogni momento per vederli in santa pace, commentarli con la folta comunità italiana di fan. La serie è finita, così così ma è finita. Ma gli amici sono rimasti.

# 7
Tutte le volte che le mie bimbe mi sorridono, mi cercano, mi parlano. Ma son cose che non stanno in classifica...

sabato 31 luglio 2010

Benvenuta, Sofia!

"Ma bravi!!!! Evviva le donne. Sofia, come la protagonista di Mamma mia! Norma Desmond protegga questo nuovo Child of Eden. Congratulazioni a tutti." (sms augurale di Davide Calabrese, che ringrazio!)

lunedì 26 luglio 2010

Com'è lunga l'attesa...

Allora, bimba mia, ti decidi a venire al mondo? La ginecologa, nonostante le scadenze stabilite da Paola secondo i suoi cicli (1° agosto), ha affermato, ecografie alla mano, che eri una settimana in anticipo; la settimana è scaduta ieri, e stasera c'è la luna piena. Ormai il pancione è come un cocomero, e braccine, culetto, manine e piedini si riconoscono immediatamente quando scalci. E mamma mia, quanto scalci!
Dai, questa settimana non fa neppure caldo. Siamo tutti ansiosi di vederti, e conoscerti, e giocare a chi assomigli. Secondo me sarai la fotocopia di Beatrice. Vispa, bella e simpatica come lei. E tremenda, come lei. Avrai un'indole maremmana anche tu? Mah, aspettiamo. Ma ti prego, non fare come tua sorella, che ha impegato 23 ore per decidersi a uscire. Cioè, alla fine l'hanno tirata fuori, perché si era stufata di collaborare. Tu no, eh? Non voglio vedere altri funghetti sulla testa; sto diventando impressionabile.
Su bimba mia, nasci, così sveleremo al mondo il nome che abbiamo scelto. Bello, come tua sorella. E con un altrettanto bel significato. Allora, non sei curiosa? Ciao, il tuo papà.

domenica 23 maggio 2010

Bye bye, Lost

Ci siamo: tra 24 ore sapremo la verità. Sta per concludersi la lunga e intricatissima vicenda di LOST, il serial che ha cambiato - credo per sempre - l'idea stessa di telefilm, puntando sulla qualità altissima della sceneggiatura, della fotografia, della narrazione, creando personaggi forti, mischiando realtà, fiction, filosofia, cultura popolare, religione, mitologia e soprattutto puntando sull'interazione con la comunità mondiale dei fan della serie. Quest'ultimo aspetto forse il più eclatante di tutti: mai fin'ora uno show televisivo aveva radunato attorno a sé una schiera così appassionata di seguaci, pronti a passare le nottate ad aspettare che l'episodio successivo fosse disponibile in rete, ad arrovellarsi su misteri e quesiti, ad ispezionare fotogramma per fotogramma ogni puntata alla ricerca di indizi, prove, citazioni e collegamenti, a setacciare fatti e personaggi per coglierne incongruenze, spunti, agganci con qualsiasi altro fatto o personaggio della serie.
E pensare che all'inizio ero molto dubbioso se seguire Lost. Da quel che leggevo, pareva una banalità: un gruppo di sopravissuti ad uno schianto aereo che si ritrovano a dover sopravvivere in un'isola tropicale. Sai che noia: cosa poteva succedere? E invece.
E invece.
Sono bastati i primi, fenomenali, minuti, per capire che Lost era diverso da qualsiasi altro prodotto televisivo visto fino a quel momento. L'occhio incredulo di Jack che si apre nel canneto spalancava un mondo visionario, suggestivo, mitologico, ma estremamente concreto e pauroso. L'arrivo di Ethan, il primo degli Others a comparire sulla scena, ha aggiunto suspence alla suspence, e dato il via all'interminabile gioco delle scatole cinesi: a mistero seguiva un altro mistero più grande, a domanda irrisolta si rispondeva con un'altra domanda irrisolta, e così via, in un circuito che una stagione dopo l'altra avrebbe appassionato i fan e moltiplicato le teorie per risolvere l'enigma.
Certo, ci sono voluti molti atti di fede (per dirla come Locke) per seguire Lost e non mandare gli autori a quel paese: uno per tutti, il finale della quarta stagione, quando l'Isola è semplicemente... scomparsa, dando il via ai salti spazio-temporali che non hanno fatto altro che aumentare il già altissimo grado di entropia della serie, e dividendo i fan - senza contare gli spettatori persi, che via via si disaffezionavano.
L'ultima stagione, dopo l'ennesimo espediente narrativo dei flash-sideways (la realtà parallela/alternativa creatasi dopo lo scoppio di Jughead), si è rivelata un gradino sotto il resto; l'aspettativa era così alta, l'ansia di sapere qualche risposta così forte, che anche gli svelamenti che pur ci sono stati hanno fatto esclamare più di qualcuno: "Embé, tutto qua?". Sì, tutto qua. Pur sempre di prodotto televisivo si tratta, e gli autori hanno preferito seguire la strada del compromesso, dimenticandosi clamorosamente le trame da loro stessi elaborate, per fornire risposte che andassero bene alla massa; e i fan incalliti, giustamente, se la sono presa.
Ora mancano poche ore al gran finale. La grande carneficina è iniziata già da qualche episodio, personaggi importanti e amati ci hanno lasciato le penne in modi forse un po' troppo sbrigativi. Resta da capire meglio cosa sia effettivamente l'Isola, cosa sia effettivamente il Fumo Nero, cosa c'entra la civiltà egizia in tutto ciò, come la Dharma sia arrivata sull'Isola e se e come le due realtà si fonderanno. L'atto di fede più forte sarà forse questo, in fondo. Accettare la fine di Lost così come ci sarà mostrata. Il viaggio fin qui ne è valsa la pena, dopottutto.

venerdì 7 maggio 2010

La signora Costa

Sto trascurando colpevolmente questo blog, fagocitato tra famiglia, lavoro, musical e facebook, ma questa la voglio raccontare ai miei quattro lettori.
Dunque, da qualche giorno trovavo sull'elenco delle chiamate perse del telefono di casa un numero sconosciuto, un 0498 e qualcosa. Varie telefonate, a diverse ore del giorno, ma sempre quando non eravamo in casa. Finché, ieri sera, ad ora di cena, il telefono squilla. E' il numero.
"Uno dei soliti call center", penso, "vediamo cosa vogliono vendermi."
"Pronto?" Dico con voce seriosa.
"Buonasera. Parlo con la famiglia Moretti?" Mi fa una voce femminile, direi di mezza età, dall'altra parte del filo.
"Sì."
"Lei è il signor Francesco?"
"Sì."
"Buonasera, io sono la signora Costa. La chiamo perché dovrei fare una comxxx dffoeopf alle famgsllie coon fissslgii"
"Prego? Può ripetere?"
"Sono la signora Costa, e dovrei fare una comunicazione alle famiglie con figli. Voi ne avete?"
"La signora Costa chi, prego?"
"Sono la signora Costa. Avete figli, e se sì, hanno più o meno di 12 anni?"
"Bè guardi, prima di risponderle, vorrei sapere per conto di chi sta chiamando...", rispondo, con tono tra lo scocciato e il provocatorio.
"Scusi, lei è il signor Moretti, no? Le ho detto che sono la signora Costa..."
"Ho capito, ma perché dovrei dirle se ho figli?"
"Perché sennò io come faccio a dirle la comunicazione?"
"Vabbè, insomma, non mi dice che signora Costa è e perché sta chiamando?..."
"O senta, sono la signora Costa. Lei ha figli o no?"
"Ma la signora Costa chi ?!?"
"Proprio non ci capiamo." Click.
Fine della conversazione. Per cui, se trovate anche voi un numero che comincia per 0498, probabilmente è la signora Costa che vi cerca. Dite che siete amici miei.

venerdì 29 gennaio 2010

Something great is coming

Rubo il titolo di un brano di West Side Story per annunciare anche qui, in questo povero blog invero un po' trascurato, che a fine luglio Beatrice avrà un fratellino. Cioè, non so ancora se sarà un fratellino o una sorellina, ve lo svelerò tra qualche settimana, ma qui tutti "sentono" che sarà un maschietto. Ok, nausee devastanti e agitazione precoce nel pancione (pancino, dai; anzi, pancinino), secondo la leggenda popolare, danno credito al fatto che sarà maschio. Io non ci vedo alcun nesso, ma tant'è.
Per me non fa differenza; sarò banale, l'importante è che stia bene. Stay tuned!

venerdì 18 dicembre 2009

sabato 5 settembre 2009

Un anno fa

Siamo nella nuova casa da un anno. 5 settembre 2008: la prima notte da profughi, tra scatoloni, fornelletti da campo, tavolini da campeggio e profumo di pittura fresca alle pareti. In un anno ne abbiamo fatto di migliorie: l'orto, il giardino, i serramenti nuovi, l'arredo per la grande terrazza; e presto ne verranno altri: il pavimento in legno anche in sala e in cucina, il bagnetto nuovo, la ripiastrellatura della terrazza... Perché le case, vecchie o nuove, danno sempre da fare?

sabato 27 giugno 2009

Pazienza

Certo che è impegnativo tenere un blog, soprattutto se contemporaneamente sei presente su facebook, myspace, youtube e di blog ne hai altri due, e per di più - toh! - hai una vita reale già intensa e impegnata di suo, tra famiglia e lavoro.
E così, ho trascurato questo. Ma in questi mesi l'ho pensato spesso: avrei voluto scriverci del terremoto in Abruzzo (ero all'Aquila appena dieci giorni prima, in un hotel venuto giù come cartapesta), di Beatrice che cresce, dei lavori in casa che non finiscono mai, di Lost - assieme al musical la mia grande croce e delizia -, del progetto "Le Stelle del Musical" che mi dà tante soddisfazioni, dell'orto, di ambiente, di traffico, di vacanze. Di tante banalità quotidiane, grandi e piccole.
Tempo non ce n'è. Pazienza.

venerdì 20 marzo 2009

Appena ieri

Disinstallando qualche applicazione inutile dal pc portatile dell'ufficio, mi sono accorto di una cosa allucinante. Sapete quanto spazio di memoria occupa il programma antivirus? 7 GigaByte. Sette Giga Byte, lo scrivo per esteso. Non credevo ai miei occhi. E pensare che 12 anni fa, cioé appena ieri, Paola acquistò un PC - per scrivere la tesi - all'avanguardia per il 1997, dotato di tutto e di più, di un processore velocissimo (non ricordo, ma forse era un 133 MHz) e di BEN 8 GIGA di memoria.
All'epoca era una cosa fantascientifica. Oggi ci starebbe a malapena un antivirus, e nulla più.