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venerdì 7 maggio 2010

La signora Costa

Sto trascurando colpevolmente questo blog, fagocitato tra famiglia, lavoro, musical e facebook, ma questa la voglio raccontare ai miei quattro lettori.
Dunque, da qualche giorno trovavo sull'elenco delle chiamate perse del telefono di casa un numero sconosciuto, un 0498 e qualcosa. Varie telefonate, a diverse ore del giorno, ma sempre quando non eravamo in casa. Finché, ieri sera, ad ora di cena, il telefono squilla. E' il numero.
"Uno dei soliti call center", penso, "vediamo cosa vogliono vendermi."
"Pronto?" Dico con voce seriosa.
"Buonasera. Parlo con la famiglia Moretti?" Mi fa una voce femminile, direi di mezza età, dall'altra parte del filo.
"Sì."
"Lei è il signor Francesco?"
"Sì."
"Buonasera, io sono la signora Costa. La chiamo perché dovrei fare una comxxx dffoeopf alle famgsllie coon fissslgii"
"Prego? Può ripetere?"
"Sono la signora Costa, e dovrei fare una comunicazione alle famiglie con figli. Voi ne avete?"
"La signora Costa chi, prego?"
"Sono la signora Costa. Avete figli, e se sì, hanno più o meno di 12 anni?"
"Bè guardi, prima di risponderle, vorrei sapere per conto di chi sta chiamando...", rispondo, con tono tra lo scocciato e il provocatorio.
"Scusi, lei è il signor Moretti, no? Le ho detto che sono la signora Costa..."
"Ho capito, ma perché dovrei dirle se ho figli?"
"Perché sennò io come faccio a dirle la comunicazione?"
"Vabbè, insomma, non mi dice che signora Costa è e perché sta chiamando?..."
"O senta, sono la signora Costa. Lei ha figli o no?"
"Ma la signora Costa chi ?!?"
"Proprio non ci capiamo." Click.
Fine della conversazione. Per cui, se trovate anche voi un numero che comincia per 0498, probabilmente è la signora Costa che vi cerca. Dite che siete amici miei.

sabato 5 settembre 2009

Un anno fa

Siamo nella nuova casa da un anno. 5 settembre 2008: la prima notte da profughi, tra scatoloni, fornelletti da campo, tavolini da campeggio e profumo di pittura fresca alle pareti. In un anno ne abbiamo fatto di migliorie: l'orto, il giardino, i serramenti nuovi, l'arredo per la grande terrazza; e presto ne verranno altri: il pavimento in legno anche in sala e in cucina, il bagnetto nuovo, la ripiastrellatura della terrazza... Perché le case, vecchie o nuove, danno sempre da fare?

martedì 23 dicembre 2008

lunedì 27 ottobre 2008

Ora solare

Ok la stanchezza. Ok che ero reduce da una "due giorni" a Roma. Ok che non guardiamo regolarmente tg o leggiamo assiduamente i quotidiani. Ma ieri mattina, domenica, ci siamo dimenticati del ritorno all'ora solare, e alle 7.30 (ma per noi erano ancora le 8.30) Paola ha regolarmente acceso la scopa elettrica per far pulizie. Per fortuna i nostri vicini condòmini son tutti un po' sordini; e noi abbiamo goduto di un'ora "regalata", letteralmente. E vabbè...

sabato 27 settembre 2008

There's no place like home - part III

Signori miei, il nostro nuovo-vecchio appartamento è stato il miglior investimento che potevamo fare. Ora abbiamo anche lo studio nuovo, sono arrivati i divani e c'è pure il satellite. E la vita a Staranzano è davvero piacevole. Dietro l'angolo c'è il piccolo e grazioso centro cittadino, con la chiesa, il municipio, la biblioteca, la posta, la banca, il panificio, la macelleria-salumeria, il negozio di casalinghi, la gelateria, il fotografo e una fornitissima azienda agricola dove sembra di entrare in un paesino dell'Ottocento, con le oche, i galli e le papere che vagano ovunque. E il bello è che è tutto raggiungibile a piedi in due minuti; e tutti si salutano, e tutti si conoscono, e tutti parlano in bisiaco!
Stamani c'è gran fermento in casa: stiamo preparando la grigliata per la squadra operai (genitori, suoceri, fratelli e zii) che ci hanno dato una mano per sistemare la casa. Lo strudel di mele è in forno, nonna Rosy sta pulendo le verdure, nonno Sergio "piccolo" si appresta a buttar sulle piastre bistecche, salsicce e polenta a fette con l'aiuto del nonno Sergio "grande" e di nonna Graziella.
Beatrice si diverte un mondo; e io sono felice. Appena torna Paola da scuola, si mangia!!!